via Annio, Viterbo,  informazioni storiche e turistiche foto a cura di Anna Zelli sito ufficiale web www.annazelli.com

VIA ANNIO VITERBO FOTO INFORMAZIONI TURISTICHE
 

 Via Annio Viterbo

 via annio viterbo centro storico

 VIA ANNIO
VITERBO CENTRO STORICO

     Guida Viterbo centro Viterbo dintorni torna alla Home

via Annio Viterbo

via annio viterbo info e foto anna zelli

via Annio

Palazzo Nini Maidalchini
Stemmi pal. Nini Maidalchini
Palazzo Brugiotti
Cortile giardino pal. Brugiotti
Fontane cortile Brugiotti
Fontana atrio pal. Brugiotti
Scultura Mosè pal. Brugiotti
Stemmi palazzo Brugiotti
Museo della Ceramica
Profferlo palazzo via Annio
Palazzo Spadensi
Loggia pal. Spadensi
Palazzi via Annio
Stemmi via Annio
Vie da via Annio
Via Cavour
Via Cardinal La Fontaine
Via del Fornaccio
Via degli Scalzi

Viterbo Bibliografia

Contatti
 

 Via Cavour

via cavour viterb centro storico da piazza del plebiscito foto anna zelli

via Cavour

Confraternita San Leonardo
Carceri Vecchie S. Leonardo
Teatro Caffeina
ex Chiesa San Leonardo
Lapide delle Carceri
Lapide Carcere S.Lorenzo
S.Leonardo vita opere storia
Museo Civico di Viterbo
Palazzo Brugiotti
Fontana atrio pal. Brugiotti
Cortile giardino pal. Brugiotti
Fontane cortile p. Brugiotti
Mappa via Cavour e dintorni
Museo della Ceramica
Stemmi via Cavour
Palazzo Spadensi
Loggia palazzo Spadensi
Palazzi a via Cavour
Vie da via Cavour:
Via Fontanella Sant'Angelo
Via San Lorenzo
Via Romanelli
Via Annio
Via della Pace
Via senza uscita
Via Saffi
Scalinata via Saffi
Piazze da Via Cavour:
Piazza del Plebiscito
Piazza Fontana Grande

Viterbo Bibliografia

Contatti

Mappa via Cavour

mappa via cavour viterbo centro storico info e foto anna zelli

mappa via Cavour e dintorni

Via Cardinal La Fontaine

via cardinal la fontaine viterbo informazioni turistiche e foto anna zelli

via Cardinal la Fontaine

Chiesa del Gonfalone
Campanile del Gonfalone
Scalinata del Gonfalone
Stemmi Chiesa Gonfalone
Confraternita del Gonfalone
Ex Chiesa S, Antonino
Ex Chiesa S.Pietro dell'Olmo
Palazzo via La Fontaine 8
Palazzo via La Fontaine 61
Palazzo Lomellino D'Aragona
Stemma palazzo Lomellino
Loggia Torre Lomellino
Palazzo Liberati
Ex Torre Palazzo Liberati
Palazzo Nini Maidalchini
Palazzo Gatti
Ex Torre palazzo Gatti
Profferlo palazzo Gatti
Fontana Moccichello
Stemmi fontana Moccichello
Nasone palazzo Gatti
Edicole sacre via La Fontaine
Chiese via la Fontaine
Palazzi via La Fontaine
Stemmi via La Fontaine
Torri via La Fontaine
Piazze da via La Fontaine
Piazza della Morte
Piazza Don Mario Gargiuli
Piazza Santa Maria Nuova
Piazza San Carluccio
Vie da via La Fontaine
Via San Pietro
Via Annio
Via delle Fabbriche
Via del Lauro
Via del Macel Maggiore
Via del Gonfalone
Via San Carluccio
Via San Vito
Via Ottusa
Via Grotti
Via Madonna del Riposo
Via del Riccio
Via dell'Ortaccio
Via San Carluccio
Via San Lorenzo
Via San Leonardo
Via San Pellegrino
Quartiere San Pellegrino

  Guida di Viterbo

VITERBO MAPPA CENTRO STICO PIANTINA

Mappa Viterbo centro

Guida Viterbo centro

Viterbo dintorni

Viterbo Bibliografia

Contatti

viterbo la città dei papi fotografie informazioni turistiche a cura di anna zelli

Guida Turistica Viterbo
Mappa Viterbo centro
StemmA di Viterbo
Archi di Viterbo centro
Biblioteche Viterbo centro
Bibliografia Viterbo
Contatti
Cortili di Viterbo centro
Chiese di Viterbo centro
Chiese fuori Viterbo
Campanili di Viterbo centro
Cupole di Viterbo centro
Chiostri di Viterbo centro
Cinema di Viterbo centro
Città dei dintorni Viterbo
Colli di Viterbo centro
Confraternite di Viterbo
Degrado Viterbo
Dintorni Viterbo da vedere
Edicole sacre a Viterbo
Eventi Viterbo e dintorni
Famiglie nobili di Viterbo
Festa Santa Rosa Viterbo
Fiumi Fossi di Viterbo
Fontane lavatoi di Viterbo
Giardini Parchi Orti
Giornali e Media Viterbo
Laghi dintorni Viterbo
Lapidi Viterbo centro
Leggende di Viterbo
Logge di Viterbo centro
Musei di Viterbo centro
Monumenti di Viterbo
Mare e spiagge vicine
Mura Viterbo centro
Nasoni di Viterbo centro
Numeri utili
Ospedali scomparsi
Orologi Viterbo centro
Palazzi di Viterbo centro
Papi eletti a Viterbo
Piazze di Viterbo centro
Porte Storiche di Viterbo
Porte fuori Viterbo
Porte murate e scomparse
Ponti di Viterbo centro
Profferli di Viterbo centro
Panorami di Viterbo centro
Quartieri Viterbo centro
Quartieri Viterbo
Santi vita opere storia
Scuole Università Viterbo
Statue busti e teste
Scalinate Viterbo centro
Stemmi a Viterbo
Storia di Viterbo
Testimonianze Etrusche
Torri di Viterbo centro
Teatri di Viterbo centro
Terme di Viterbo
Vie di Viterbo centro
Viterbo sotterranea
Viterbo e la Tuscia
Viterbo dintorni vedere

  piazze di Viterbo

vterbo piazze di viterbo

Piazze di Viterbo centro

 Vie di Viterbo

vie di viterbo centro storico

Vie di Viterbo centro

Informazioni Roma

A.Z. Arte Cultura Idee Guida Turistica di Roma www.annazelli.com

Itinerari Turistici Roma

Passeggiate Romane

Rioni di Roma

Città del Vaticano

Guida Turistica Roma

Bibliografia Roma

Contatti

Città del Vaticano

Città del Vaticano Guida Turistica

Città del Vaticano

Basilica di San Pietro

Musei Vaticani

Cappella Sistina

Giardini Vaticani

Strade in Vaticano

Borgo e Vaticano

Rione Borgo R. XIV

Informazioni Viterbo

Viterbo

viterbo centro storico

Guida Viterbo centro

Viterbo dintorni

Viterbo Bibliografia

Viterbo - Roma

Guida Viterbo centro

Guida Turistica Roma

contattaci

e mail arte cultura idee

Contatti

zellianna@hotmail.com
 

Torna alla Home

A.Z. Anna Zelli Arte Cultura Novità Idee www.annazelli.com

H O M E   P A G E

www.annazelli.com
 

Via Annio, Viterbo, la via va da via Cardinal La Fontaine a via Cavour, vi si incrociano la via del Fornaccio che porta verso via Crochi e la via degli Scalzi che immette su piazza Fontana Grande. La via Annio prende il nome da Giovanni Nanni detto Annio.

Giovanni Nanni, detto Annio, Viterbo, Leggenda del frate domenicano viterbese, Giovanni Nanni: era una singolare figura di umanista, letterato, filologo e orientalista, vissuto tra il 1432 e il 1502. Nei suoi Commentari, secondo il gusto dell'epoca, volle anch'egli glorificare la propria città e, come già aveva fatto frate Francesco d'Andrea, propose anche lui un improbabile intreccio tra genealogie bibliche e miti greci, fondendo il tutto con l'eredità etrusca che proprio in quegli anni cominciava a suscitare l'interesse degli studiosi. Le argomentazioni anniane dovettero godere di un certo credito, a tal punto che alle sue tesi si dedicò un ciclo di affreschi nella Sala Regia e nella Sala del Consiglio del Palazzo dei Priori di Viterbo. Annio riporta tuttavia la fondazione del primo nucleo della città allo stesso Noè (che nel suo scritto viene anche identificato con Enotrio e Giano Bifronte, in quanto vide i due aspetti del mondo antidiluviano e postdiluviano), a cui viene attribuita la costruzione dei quattro castelli: Fanum, Arbanum, Vetulonia e Longula, la mitica Tetrapoli Viterbese il cui acrostico FAVL fa tuttora parte dello stemma cittadino. Anche qui compare Ercole quale costruttore del  Castrum, primo nucleo della città qui chiamata Etursia o Etruria Urbs, traversata dai fiumi Urgionus, Vetuloniensis e Paratussus (Urcionio e Paradosso), con il tempio del Fanum Voltumnæ (che è veramente esistito, ma non dove lo ipotizzò Annio), nel locus sacer degli Etruschi, posto poco fuori dall'abitato. Dopo aver menzionato addirittura Atlante, Corinto e  Iasio come successivi regnanti, Annio vide nel nipote di Ercole,  Terbo Tirreno, il capostipite dei Terbiensis, eroe eponimo della città di Viterbo. Quindi Annio si rivolge a  Tarconte, personaggio della mitologia etrusca, eroe eponimo di Tarquinia, a cui egli attribuisce addirittura la fondazione della dodecapoli etrusca. La genealogia anniana coinvolge persino Desiderio, ultimo re dei Longobardi, a cui è attribuito un decreto con cui si cingevano con mura i quattro castelli della Tetrapoli. Come prova, Annio presentò una ruota semicircolare in marmo (attualmente al Museo Civico della città) rinvenuta casualmente tra le rovine dell'antica Torre Damiata presso piazza della Morte, incisa in caratteri longobardi, ma poi dimostratasi un falso.

Palazzo Nini Maidalchini

grottesche degrado palazzo nini maildalchini tra via annio e via cardinal la fontaine viterbo foto Anna Zelli

Palazzo Nini Maidalchini ex scuderie

Palazzo Nini, via Annio 25-27, Viterbo,  di forma più ecclesiastica che civile,  sotto le finestre del primo piano c'è un lungo costolone con una scritta in latino, che recita : "Nino Nini vescovo di Potenza questa sua casa paterna ,aggiungendovi abitazioni vicine , ampliò e decorò nell'anno 1543."

Palazzi Nini Maidalchini, Viterbo,tra via Cardinal La Fontaine e via Annio, dimora viterbese di Donna Olimpia Maidalchini, il primo palazzo di stile rinascimentale,  a sinistra di via Annio venendo da via la Fontaine oggi è di proprietà privata, l’androne presenta degli affreschi con grottesche ed anche la facciata presenta dei dipinti che per incuria si stanno rovinando. Anche il palazzo di fronte sempre Nini che fa angolo con la via La Fontaine presenta sulla facciata dei dipinti, anche questi, purtroppo, lasciati andare per indifferenza, lasciano intravedere delle figurazioni simboliche dei cinque sensi e delle virtù cardinali. Nel palazzo nel 1653 fu ospitato Papa Innocenzo che venne a Viterbo in occasione della inaugurazione di Porta Romana. Nella fascia sotto il primo piano vi è una iscrizione “Nino Nini vescovo di Potenza, questa sua casa paterna, aggiungendovi abitazioni vicine, ampliò e decorò l’anno 1543”.In uno dei due palazzi campeggiano delle rose dipinte simbolo araldico della famiglia inserite in grandi medaglioni, oltre alle immagini allegoriche delle virtù cardinali e dei cinque sensi. Le virtù cardinali sono rappresentate da leggiadre figure femminili, mentre tra quelle dei cinque sensi, l’odorato è rappresentato da un cane, la forza dalla solidità di una colonna. Sono come già detto, purtroppo in uno stato di degrado, molto sbiaditi, ed è un vero peccato. I due palazzi testimoniano il benessere e l’influenza della famiglia Nini, la tecnica pittorica si basa su uno sfondo scuro sul quale è stesa una tinta più chiara, e poi con un graphium, stilo, si asporta il colore chiaro facendo riaffiorare il colore scuro del fondo e in questo contrasto i graffiti acquistano un senso di leggerezza. Questo è un esempio raffinato di una tecnica diffusa nel Rinascimento che oggi ritroviamo limitata alle decorazioni delle pareti interne. Sarebbe un bene per la città provvedere al restauro e ad una protezione dalle intemperie di queste bellissime pitture.

Stemmi palazzo Nini Maildalchini, via Annio, Viterbo, si notano al di sopra di due portoni, uno dovrebbe essere della famiglia Nini, dell'altro ma non so a quale famiglia appartenga.

Famiglia Maidalchini, Famiglia Viterbese, risalente al XVI e XVIII secolo, il casato fu reso famoso da Donna olimpia, il casato era originiario di Perugia e di Gubbio, si stabilirono ad Acquapendente nel 1500. Fu una famiglia di notai, la loro tomba è nella chiesa del Santo Sepolcro. Si stabilirono a Viterbo, quando Olimpia, la figlia del Marchese Giulio Maidalchini, che era il favorito del Cardinal  Alessandro Sforza, e che fu il castellano della Rocca di Viterbo, si sposò in seconde nozze con il Capitano Sforza, il quale fu commissario dei grani nel 1593, dopo che Viterbo passò una grave carestia. Nel 1595 ebbe l’appalto delle carni per la Provincia del Territorio, e nel 1561 acquistò la cittadinanza di Viterbo. Per nove anni ebbe l’appalto della gabella sulla carne. Morì nel 1623 e fu sepolto nella Chiesa di Santa Maria in Gradi. Olimpia Maidalchini detta anche la “Pimpaccia”, ebbe tre figli, Andrea, Ortensia che fu badessa della chiesa di San Domenico, e Margherita  monaca di San Domenico. Olimpia ereditò dal primo marito Paolo Nini il due palazzi Nini a Via Annio angolo via Cardinal La Fontaine. Con il figlio Andrea, i Maidalchini divennero Marchesi di Ripa Alta, e possedevano i castelli a Corbara e Prodo che erano nel territorio di Orvieto. Un figlio di Andrea, Francesco Maria, divenne vescovo di Aquino e successivamente di San Severino Marche, divenne Cardinale, fu governatore di Capranica e fu sepolto nella Chiesa di Santa Maria in Gradi. Nella linea maschile i Maidalchini si estinsero e proseguirono in quella femminile diventanto Marchesi Ottieri, e poi di nuovo estinti proseguirono nel casato Della Ciaja Agazzari di Siena. Un ramo rimase ad Acquapendente e si estinse nel XVIII secolo.

La Pimpaccia, Donna Olimpia Maidalchini,  Olimpia Maidalchini nacque a Viterbo nel 1591 e appena diciasettenne andò in moglie a Paolo Nini, di una ricchissima famiglia Viterbese. Rimasta vedova, nel 1612 si risposò con Pamphilo Pamphili, esponente della nobiltà romana; si dedicò quindi al sostegno economico, della carriera ecclesiastica del cognato Giovanni Battista fino alla sua ascesa al soglio Pontificio avvenuta nel 1644 col nome di Papa Innocenzo X. Rimasta nuovamente vedova, ricevette dal papa le terre appartenute all’abbazia di San Martino al Cimino. Fu una donna ambiziosa e capace, che  s’impose nella aristocrazia romana e divenne la principale ispiratrice della politica del cognato, non era molto amata dal popolo a causa dei suoi intrighi di palazzo, e l’appellativo spregiativo di Pimpaccia derivava dalla protagonista di un libro che narrava le vicende di una donna arrivista. Fu anche oggetto delle Pasquinate, tra queste : ““Chi dice donna, dice danno chi dice femmina, dice malanno chi dice Olimpia Maidalchina, dice donna, danno e rovina”. Morì nel 1657 a San Martino al Cimino colpita dalla peste. Successivamente tale denigrazione dovuta ai suoi contemporanei venne ridimensionata e la sua immagine rivalutata.

Palazzo Brugiotti

Palazzo Brugiotti

Palazzo Brugiotti, Viterbo, si snoda tra via Annio e via Cavour, antica via Farnesiana, aperta dal Cardinale Alessandro Farnese. Il palazzo, si trova a pochi passi a piedi dal quartiere medioevale di San Pellegrino, da piazza Fontana Grande e da piazza del Plebiscito. Questo venne edificato dalla famiglia Brugiotti, o Brusciotti, una ricca famiglia patrizia viterbese, originaria di Vetralla che qui si trasferì intorno al ‘600. Il palazzo subì vari passaggi, dai Brugiotti, venne acquisito dal Marchese Carpegna, poi passò alla famiglia Polidori, ed infine alla famiglia Pieri di Vetralla.  Sul cantonale dell’edificio sono presenti numerosi stemmi appartenenti alla famiglia dei Farnese, dei Cobelluzzi e dei Brugiotti. Purtroppo le fonti sono abbastanza scarse e non consentono una esatta evoluzione storica del palazzo. Sul portone del palazzo vi sono le grandi iniziali BR, probabilmente riferibili agli anni in cui fu proprietà del Banco di Roma che aveva qui una filiale.Nel 1930 il Banco di Roma alienò la proprietà e l’interno del palazzo venne suddiviso in appartamenti. Nel 1995 una notevole parte del palazzo fu acquistata dalla Cassa di Risparmio della Provincia di Viterbo, al piano nobile oggi si trova la sede della Fondazione Carivit, mentre al piano terra ci sono i locali adibiti al Museo della Ceramica della Tuscia. A disposizione del Museo della Ceramica c’è il meraviglioso giardino ornato da vegetazione e fontane. Questo fabbricato venne edificato pochi anni dopo l’apertura della via Nova nel  poi via Farnesiana ed oggi via Cavour. Il palazzo è imponente, di pregevole fattura, e con balcone e finestre che ne ornano la facciata. Lo stile è molto rigoroso ed elegante.

Stemmi palazzo Brugiotti
, tra via Annio e via Cavour, Viterbo, sono visibili sul cantonale del palazzo, e riferibili alla famiglia dei Farnese, dei Cobelluzzi e dei Brugiotti. Lo stemma della famiglia Cobelluzzi è raffigurato da un cane collarinato con fascia capriolata, probabilmente a ricordo di una antica spezieria appartenuta a questa famiglia che si trovava nelle vicinanze, che venne espropriata e demolita per finire la strada, o forse perché i Brugiotti si imparentarono con i Cobelluzzi attraverso il Cardinale Scipione Cobelluzzi titolare di Santa Susanna.

Fontane palazzo Brugiotti. via Annio, Viterbo, una fontana è nell'atrio, inserita in una nicchia, presenta una vasca semicircolare sulla quale poggia una testa di ariete dalla cui bocca sgorgava l'acqua, al di sotto della coppa vi è una sirena che regge la coda con le mani e che sostiene l'intero gruppo. L'altra fontana è nel cortile esterno del palazzo, qui c'è anche un giardino. La fontana è decorata da una pittura di Madonna con Bambino.

Statua del Mosè, nel cortile interno di palazzo Brugiotti, che si trova via Cavour, via Annio Viterbo, c’è la statua del Mosè che presenta al popolo le tavole della legge ricevute sul monte Sinai.Questa scultura è stata recentemente restaurata, ed è stato restituito alla statua il braccio destro che risultava mancante.

Famiglia Brugiotti, un ramo originario di Firenze, uno di Vetralla, ed un’altro di Montefiascone,  il ramo di Firenze, si trasferì a Vetralla nella prima metà del XVI secolo, vennero in questa cittadina  Taddeo figlio di Pietro, e Lattanzio suo fratello. Di Taddeo si sa che fu imprigionato, per un ammanco di denaro che sottrasse mentre aveva un incarico pubblico. Poi si ha notizia di un certo Paolo Brugiotti, che era figlio di Lattanzio e di Lorenza Pandolfi, il quale ebbe una causa tra il Comune di Vetralla e Lorenzo Cybo che voleva rientrare in possesso di un suo feudo. Per vincere la causa i Brugiotti sostennero la famiglia dei Farnese, che nel frattempo aveva assunto il protettorato di Vetralla, le pretese dei Cybo vennero archiviate e i Brugiotti ottennero dai Farnese il sostegno allo sviluppo dei loro affari. La famiglia, del ramo di Vetralla già nel 1647 era iscritta alla nobiltà Viterbese, con il trasferimento di Alessandro, figlio di Pietro Brugiotti e di Porzia Paoloni sposata nel 1615. Nel 1631, Pietro, figlio di Alessandro Brugiotti, divenne uno dei governatori dell’Ospedale Grande degli Infermi di via e piazza San Lorenzo, il cui ingresso era nella attuale via Sant’Antonio.  Pietro donò una casa con torre ed un orto affinchè si costruisse la chiesa ed il convento dei Santi Teresa a Giuseppe a piazza Fontana Grande, all’interno della chiesa, fece edificare una cappella intitolata ai Santi Pietro e Paolo, Nel 1647, acquistò una palazzo a via Cavour, che venne ristrutturato ed ampliato, oggi sede del Museo della Ceramica.  In seconde nozze Porzia Paoloni, nel 1615,sposò Felice Spreca di Viterbo. Alessandro andò ad abitare nella parrocchia di San Faustino, che era nei pressi del Ponte Tremoli, ebbe per se ed i suoi discendenti il giuspatronato della cappella dei Santissimi Innocenti posta all’interno della chiesa dei Santissimi Faustino e Giovita. Morì nel 1630. La cugina di Alessandro Brugiotti, Lorenza Brugiotti, sposò nel 1617, in seconde nozze Giovan Giacomo Cordelli di Viterbo, e dopo 5 anni si separò, Alessandro, nato il 23 luglio 1632, fu iscritto nel 1647 alla nobiltà viterbese. Fu membro della magistratura viterbese; svolse l’incarico di tesoriere, fu governatore dell’Ospedale Grande degli Infermi e fu doganiere generale della Provincia del Patrimonio. Nel luglio 1660 fece collocare i corpi dei santi Renato e Paolino nella cappella dei santi Pietro e Paolo nella chiesa dei Carmelitani scalzi. Nel 1678 era Conservatore del Comune di Viterbo e svolgeva l’incarico di Governatore dell’Oratorio di San Girolamo dei Sergenti. Nel 1671 Alessandro fondò con il sergente Girolamo Chivazzo una società per il commercio del ferro nella ferriera dell’Acquarossa e fu affittuario della tenuta della Palanzana di pertinenza della mensa vescovile, secondo quanto riporta un documento dell’aprile 1672. Aveva sposato Artemisia Mansanti di Tuscania, la quale nel 1685 donò una casa a Viterbo, nei pressi di Santa Maria del Poggio, a Rosa Venerini, affinché iniziasse la sua opera educatrice. Morì il 30 settembre 1693. Cesare Pio, figlio di Alessandro, sposò Vittoria Laziosi di Viterbo. Fu governatore di Casa Lante a Roma. Nel 1729 fu governatore dell’Ospedale Grande degli Infermi e nel 1740 ricoprì la carica di Conservatore del Comune di Viterbo. Nel 1749 fu ambasciatore presso il Vescovo di Viterbo, Adriano Sermattei. Morì il 19 febbraio 1753. Giuseppe, figlio di Cesare Pio, nacque il 12 maggio 1712 e sposò il 28 marzo 1745 la contessa Anna Ferretti di Ancona. Morì il 19 gennaio 1778. Suo fratello Pietro, nato nel 1708, dal 1752 al 1757 fu Conservatore dell’Ospedale Grande degli Infermi. Morì nel 1757. Alessandro, figlio di Giuseppe, nacque il 23 marzo 1748. Si laureò in legge, filosofia e teologia. Fu arciprete della Cattedrale di Viterbo e Cavaliere di Malta. Fu nominato canonico della Cattedrale e poi Vicario capitolare alla morte del vescovo Pastrovich. Egli curò il discorso solenne pronunciato in Cattedrale dal Vescovo Gallo in occasione del battesimo del moro Mustà di Oithman nell’agosto 1785. Era stato membro dell’Accademia dell’Arcadia, dell’Accademia degli Ardenti e degli Aborigeni, fu autore dell’oratorio Gionata (Viterbo, per il Poggiarelli, 1785) che fu eseguito in cattedrale nel marzo 1785 con musica di Enrico Cornet, Maestro della cappella della cattedrale. Morì il 2 luglio 1795.Alla sua morte i suoi beni furono ereditati dalla sorella Vittoria, la quale il 12 dicembre 1781 aveva sposato il conte Gaspare Carpegna di Roma. Vittoria successivamente si trasferì a Roma e alienò progressivamente i beni della famiglia a Viterbo, imitata in questo dai figli e dai discendenti; morì il 13 dicembre 1822. Con  Vittoria Brugiotti si estinse il ramo diretto della famiglia. Con l’estinzione della famiglia, nel XIX secolo, il palazzo passò di proprietà a Francesco Polidori, poi alla famiglia Pieri di Vetralla e infine all’imprenditore Alarico Piatti. Nel 1920 divenne la sede del Banco di Roma. Dal 1996 è la sede della Fondazione Carivit. Nel 1642 Pietro si era sposato con Livia Degli Arenghi, figlia di primo letto di Felice Spreca. Era morto nel 1658. Dei suoi figli Felice si sposò con il capitano Cherubino Frenfanelli di Cascia e in seconde nozze con il conte Girolamo Clementini di Roma. Porzia fu monaca nel Monastero di Sant’Agostino dove divenne priora nel 1704. Il ramo Brugiotti di Vetralla, La dimora dei Brugiotti di Vetralla, era ancora in fase di completamento nel 1596, pervenne insieme ad altri beni ai conti Falconieri Gabrielli di Carpegna, la cui discendente Maria, andata in sposa il 18 ottobre 1888 a Guglielmo Vinci, la ebbe in dote. Le tombe di questa famiglia a Vetralla erano nella chiesa di Sant’Andrea e poi in Santa Maria delle Murelle. A Vetralla una delle Vie principali è intitolata a padre Giacinto Brugiotti. Un altro ramo della famiglia Brugiotti proveniva da Montefiascone e si era stabilita in Viterbo con Lorenzo, che era notaio, e suo fratello Giovan Battista. Da Lorenzo, morto nel 1759, e da Ortensia Pia Petti di Caprarola sono discesi Stefano che ha sposato Chiara Banconi, Vincenzo che ha sposato Angela Banconi e Domenico (1738-1822). Da Vincenzo e Angela era nato Lorenzo, perito agrimensore e possidente. Un terzo ramo della famiglia Brugiotti fa capo a Lorenzo di Pietro, nobile fiorentino emigrato a Soriano nel Cimino dove, nel 1635, agiva come agente e procuratore del duca di Altemps. Un notaio Lorenzo Ippolito, figlio di un altro Lorenzo Ippolito anche lui notaio, nel primo trentennio del Settecento si trasferì da Montefiascone a Viterbo dando luogo ad una discendenza di questa famiglia che dura sino ad oggi. Per approfondire e bibliografia :  Gente di Tuscia, Scheda di Marina Bucchi – Ibimus; integrazioni di Isabella Lamantia-Cersal; revisione di Luciano Osbat – Cersal e Angeli, Famiglie viterbesi.

Museo della Ceramica della Tuscia, tra via Annio e via Cavour, all'interno di Palazzo Brugiotti, Viterbo, centro storico. Il palazzo Brugiotti venne edificato dalla omonima famiglia aristocratica nella seconda metà del '500, oggi dopo alterne vicende è sede della Fondazione Carivit. Al pian terreno sono esposti dei vasi provenienti dallo scavo dei "butti", che erano de pozzi scavati nel peperino, posti all'interno o fuori delle abitazioni, presenti nelle antiche case di Viterbo dentro i quali venivano buttati i rifiuti domestici. Questi vasi sono notevoli in quanto mostrano l'evoluzione della ceramica della Tuscia e di Viterbo dal periodo medioevale fino al XVII secolo Sono interessanti la forma, la decorazione, e l'uso del materiale colorante. Queste ceramiche erano per lo più destinate alle mense delle famiglie sia aristocratiche che umili, borghesi o popolane. Sono molto interessanti i vasi da Farmacia e Spezieria , decorati con stemmi, e con l'indicazione del loro contenuto.

Palazzo Spadensi Especo Y Vera

palazzo spadensi especo y vera via cavour via annio viterbo info e foto anna zelli

Palazzo Spadensi Especo Y Vera

Palazzo Spadensi Especo Y Vera, Viterbo, tra via Cavour e via Annio, venne edificato dopo l’apertura della via Farnesiana, oggi, Cavour, via che fu voluta da Cardinale Alessandro Farnese, Legato Perpetuo del patrimonio di Viterbo. Nel 1578 Leonardo Spadensi o forse Spatari, ottenne gratuitamente dal Comune due terreni di scarso valore, confinanti con la sua abitazione sulla via Nuova, con l’obbligo di costruire un edificio con una bella cantonata. Il palazzo che affaccia sia su via Cavour che su via Annio, ebbe come progettista l’architetto Giovanni Malanca di Roma. Morto Leonardo Spadensi, l’edificio venne ereditato dal figlio Donato, che fu Cavaliere dell’Ordine del Giglio e di Santo Stefano, molto legato alla Curia viterbese, tanto che si adoperò attivamente alla costruzione del Collegio dei Padri Gesuiti di Viterbo. Il palazzo Spadensi, più noto come Especo Y Vera, è inglobato con altre strutture  e si sviluppa su 3 piani a pianta irregolare. Su via Annio e via Cavour ha un fascione marcapiano in peperino, tra il piano terra ed il piano nobile al primo piano c’è una epigrafe posta nell’angolo  che reca la scritta : Canto della Croce. Forse la posizione del palazzo posto al centro di un crocevia, oppure a ricordo della scomparsa chiesa di San Martino, che venne demolita per aprire la via Nuova. Un’altra fascia marcapiano è tra il piano nobile e l’ultimo piano. L’entrata su via Cavour ha un bel portale con un arco bugnato.non originale, mentre è dell’epoca l’angolo bugnato sotto l’epigrafe.  Il lato del palazzo su via Annio è di fronte al palazzo Brugiotti.  Al pian terreno vi è un portone originale ad arco bugnato, forse era l’antico ingresso principale del palazzo.  Sulla sinistra vi è una piccola apertura con una scala a chiocciola, forse una scala di servizio per accedere al loggiato. La loggia del palazzo Spadensi è formata da 3 arcate e divisa da quattro colonne.  L’intero palazo ha un impianto architettonico riferibile allo stile rinascimentale del Cinquecento.  All’interno del piano nobile, di proprietà privata e non visitabile, vi sono tre ambienti affrescati, il primo è un ampio salone  di rappresentanza che si affaccia sulla loggia, il soffitto è a cassettoni, con una fascia di circa un metro decorata da affreschi con scene di caccia  e pesca opera di  Antonio Tempesta. Dal salone si accede ad un’altra stanza  anche questa affrescata con scene di caccia e pesca  ma che a causa di infiltrazioni di acqua versa in pessime condizioni.  Questi affreschi vennero commissionati da Donato Spadensi, che appose la sua firma e il suo stemma,  tra le finte finestre e le scene di caccia. Quando la linea dei Spadensi si estinse il palazzo passò ai  Fani e poi nel 1708 ai Cherofini di Soriano, linea che si estinse nel 1798. Quindi l’edificio venne acquistato dal colonnello Ignazio Especo Y Vera, originario di Cordova, Spagna che si stabilì a Viterbo alla fine del XVIII secolo.

Loggia palazzo Spadensi a via Annio Viterbo, si nota una bella loggia avviandosi su via Annio da via Cardinal La Fontaine, sul lato destro, dopo la via degli Scalzi,è formata da 3 arcate e divisa da quattro colonne. 

Profferlo a via Annio

profferlo palazzo a via annio viterbo

Profferlo palazzo via Annio

Palazzo e profferlo via Annio, Viterbo, qui si trova la sede del Club Alpino Italiano di Viterbo. Sulla facciata è visibile uno stemma del quale non conosco l'attribuzione.

Altre informazioni su via Annio

via annio viterbo info e foto anna zelli

 

 

 

 

 


via Annio

Palazzi a via Annio, Viterbo, qui si possono ammirare il palazzo Brugiotti sede del Museo della Ceramica ed il Palazzo Spadensi Especo Y Vera, di proprietà privata, entrambi fanno angolo con via Cavour. Il palazzo Nini Maidalchini con delle bellissime grottesche, ma purtroppo versa in un stato di abbandono, il nome compare su entrambi gli stipiti dei due portali, il palazzo di fronte venne acquistato nel 1599 da Giacomo Nini per adibirlo a scuderie.. Ci sono su via Annio anche altri palazzi interessanti, ma non ho trovato informazioni.

Palazzo a via Annio 3 e 7, contiguo a palazzo Brugiotti, Viterbo, è una proprietà privata, ha una facciata a due piani, simmetrica,  chiusa da paraste bugnate per tutta l'altezza, ingentilita da piccoli balconi,  di stile settecentesco in ferro battuto, ha l'ingresso sulla via, e le finestre sono incorniciate in peperino.

Palazzo e profferlo via Annio, Viterbo, qui si trova la sede del Club Alpino Italiano di Viterbo. Sulla facciata è visibile uno stemma del quale non conosco l'attribuzione.

Stemmi a via Annio, Viterbo, ci sono due stemmi ai portoni dei due palazzi Nini Maidalchini, uno stemma è sulla facciata del palazzo che ha un meraviglioso profferlo oggi sede del club Alpini di Viterbo, un altro stemma è sopra l'insegna di un negozio di barbiere. Stemmi sono sul cantonale del palazzo Brugiotti,  riferibili alla famiglia dei Farnese, dei Cobelluzzi e dei Brugiotti. Lo stemma della famiglia Cobelluzzi è raffigurato da un cane collarinato con fascia capriolata, probabilmente a ricordo di una antica spezieria appartenuta a questa famiglia che si trovava nelle vicinanze, che venne espropriata e demolita per finire la strada, o forse perché i Brugiotti si imparentarono con i Cobelluzzi attraverso il Cardinale Scipione Cobelluzzi titolare di Santa Susanna.

Vie da via Annio, da via Annio si accede a via Cardinal La Fontaine, a via Cavour, a via degli Scalzi e a via del Fornaccio.

Via Annio Viterbo

via annio viterbo verso via cavour info e foto

via Annio, Viterbo, informazioni turistiche e fotografie a cura di Anna Zelli

via annio palazzetto con testimonianze medioevali sulla facciata info e foto

via Annio, Viterbo, informazioni turistiche e fotografie a cura di Anna Zelli

via annio viterbo veduta della via info e foto

via Annio, Viterbo, informazioni turistiche e fotografie a cura di Anna Zelli

via annio viterbo verso via la fontaine info e foto anna zelli

via Annio, Viterbo, informazioni turistiche e fotografie a cura di Anna Zelli

Fotografie  ed informazioni via Annio Viterbo centro storico

Torna via Annio  via Cavour via Cardinal La Fontaine Viterbo

via annio viterbo info e foto anna zelli via cavour viterb centro storico da piazza del plebiscito foto anna zelli via cardinal la fontaine viterbo centro foto anna zelli

via Annio,Via Cavour, Via Cardinal La Fontaine Viterbo, info e foto a cura di Anna Zelli

Vedi Piazze di Viterbo - Vie di Viterbo centro storico

vterbo piazze di viterbo centro storico vie di viterbo centro storico

Piazze di Viterbo centro - Vie di Viterbo centro informazioni storiche e turistiche foto a cura di Anna Zelli

Viterbo centro storico - Viterbo dintorni

VITERBO INFORMAZIONI TURISTICHE Viterbo dintorni luoghi da vedere
Viterbo informazioni Turistiche Viterbo dintorni

Viterbo guida centro storico - Viterbo dintorni informazioni e fotografie Anna Zelli

Contattaci per prenotare un B&B a Viterbo centro
Camera B&B Anna Zelli a Viterbo in via San Lorenzo
un mini appartamento per 2 persone centro storico Viterbo
info e prenotare chiama 3273335577 (anche whatsapp)

VITERBO CAMERA B&B ANNA ZELLI VIA SAN LORENZO BIGLIETTO VISITA CAMERA BED AND BREAKFAST ANNA ZELLI A VITERBO CENTRO STORICO
 
VITERBO BED AND BREAKFAST B&B CAMERE DORMIRE VITERBO CENTRO STORICO foto camera b&b anna zelli via san lorenzo 67 viterbo centro storico www.annazelli.com
viterbo bed and breakfast via san lorenzo camera bed & breakfast viterbo centro anna zelli prezzi bassi

Camera B&B Anna Zelli Viterbo centro - via San Lorenzo
appartamento 35 mq
tra piazza del Gesù e piazza della Morte
a due passi a piedi da piazza San Lorenzo e Palazzo dei Papi
autoriz. Comune di Viterbo prot.n.0060028 del 18-07-2018.

Contatti B&B : Chiama o Manda una Mail
 Camera B&B Anna Zelli Viterbo centro

 camera b&b anna zelli viterbo centro storico telefonocamera b&b anna zelli viterbo centro storico bed and breakfast e mail

manda una mail zellianna@hotmail.com

cellulari (39) 3273335577 - 3478532522
(puoi contattarmi anche via whatsApp)

 Viterbo informazioni turistiche e fotografie

viterbo guida informazioni turistiche fotografie a cura anna zelli

Informazioni Turistiche città di Viterbo
a cura di Anna Zelli : arte cultura novità idee

monumenti di Viterbo centro storico

 

 

   Città di Viterbo

informazioni storico turistiche e fotografie della città di Viterbo a cura di Anna Zelli

Copyright www.annazelli.com dal 2011

Tutte le foto ed i contenuti del presente sito web sono di Anna Zelli,sono di
mia esclusiva proprietà, ed è quindi vietata ogni riproduzione e copia anche
parziale: del sito di singole pagine e delle immagini,è altresì vietato mettere
link e foto su: web - social - portali senza il mio espresso, palese, e scritto
consenso
. Ogni abuso sarà  perseguito legalmente. Grazie per l'attenzione.

Camera B&B Anna Zelli Viterbo centro storico
Via S. Lorenzo tra piazza del Gesù e piazza della Morte

  bed & breakfast viterbo centro storico via san lorenzo camera beb anna zelli viterbo

B&B Viterbo centro

   Camera B&B Anna Zelli Viterbo centro storico

Idee e Creatività : Arte Cultura Novità Idee
Arte e Pittura - pietre dure vere - Maglia - Benessere

anna zelli, pittrice, arte e pittura. www.annazelli.com collana bracciale orecchini vere pietre dure creazioni artigianali anna zelli
lavori a maglia di lana e cotone fatti a mano con i ferri www.annazelli.com erboristeria naturopatia mappa argomenti fitoterapia www.annazelli.com

quadri e pittura - collane bracciali orecchini pietre dure
golf sciarpe lana e cotone - erboristeria nozioni

torna Guida di Viterbo

Viterbo

Viterbo guida centro storico

torna Home Page

ANNA ZELLI www.annazelli.com

www.annazelli.com

pagina aggiornata Febbraio 2021