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Caracalla e dintorni (Roma)

La zona di Caracalla, Roma,  è situata sul colle Celio e sul grande parco del Celio, è caratterizzata essenzialmente dalle famose Terme di Caracalla che si trovano sul Largo delle Terme di Caracalla,  fanno parte sia del rione Celio che del rione San Saba. In epoca imperiale tutta la zona ove sorgevano le terme  era residenziale,  e solo nel '900 venne creata di proposito un'area archeologica chiamata Passeggiata Archeologica,  che dalle mura Aureliane va dal cuore della città fino a via di Porta San Sebastiano e a un tratto della via Appia antica. Durante l'occupazione Napoleonica di Roma si pensò all'idea creare un giardino della Capitale che preservasse e proteggesse questa zona monumentale di Roma, l'idea venne ripresa dopo l'Unità d'Italia, nel 1870, e successivamente furono realizzati dei giardini pubblici e delle aree verdi tra il Palatino il Celio e la Porta di San Sebastiano, per fare questo vennero abbattute intere costruzioni moderne per valorizzare le Terme di Caracalla e le chiese del colle Celio. Vennero anche allargate le strade già esistenti dotandole di grandi alberature. Una chiesa assolutamente da vedere e che è di fronte alle Terme di Caracalla  è la chiesa dei Santi Nereo e Achilleo, che subirono il martirio alla fine del III secolo, sorta su preesistenti edifici di epoca romana, è a tre navate con un abside, la chiesa risale ai tempi di Papa Leone III, al soglio dal 795 all'816, e ristrutturata sotto Papa Sisto IV, al soglio dal 1471 al 1484, con la ricostruzione della navata centrale impostata su pilastri ottagonali. Nel catino absidale vi sono dei bellissimi mosaici attribuiti a Niccolò Circignani detto il Pomarancio. La colonna di fronte alla chiesa presentava un capitello con teste leonine proveniente secondo la tradizione dal Tempio di Salomone a Gerusalemme, purtroppo il capitello è stato rubato nel 1984.  Nella zona delle Terme di Caracalla  potrete vedere la chiesa di Santa Balbina con l'annesso convento, circondata da alberi che si affaccia proprio sulle Terme di Caracalla, la chiesa risale al IV secolo, all'interno si trova la tomba sepolcro del Cardinale Stefano de Surdis firmata da Giovanni di Cosma  e datata 1303. Proseguendo  verso via di San Giovanni a Porta Latina, vedrete un lungo tratto delle Mura Aureliane e dei Bastioni del Sangallo, con la Porta di San Giovanni a porta Latina , proseguendo su via di Porta San Sebastiano vedrete la porta di San Sebastiano e l'annesso museo delle Mura Aureliane.  Qui, superato l'Arco di Druso si è  nella villa degli Scipioni, e sempre qui a via di porta San Sebastiano vi è la chiesa di San Cesareo, costruita su resti romani del II secolo, chiusa dal 1988 ma se ne può ammirare la facciata rinascimentale opera di Giacomo Della Porta, la chiesa venne decorata da Papa Clemente VIII nel XVI secolo e all'interno vi sono da ammirare, se si riesce ad entrare,  i mosaici cosmateschi, mentre il seggio episcopale, l'altare e il pulpito sono decorati con figure di animali, sul soffitto campeggia lo stemma di papa Clemente VIII.  A via di San Sebastiano a Porta Latina si può ammirare la chiesa di San Giovanni a Porta Latina che fu fondata nel V secolo, ricostruita nel 720 e restaurata nel 1191, colonne classiche sostengono il portico medioevale e il campanile del XII secolo. A via di porta San Sebastiano si ammira questa splendida porta delle mura Aureliane ben conservata  e che affaccia sulla via Appia Antica in origine si chiamava porta Appia, e fu intitolata al santo dato che da qui si arriva alle catacombe di San Sebastiano, le torri di porta San Sebastiano ospitano un museo con stampe e modelli che raccontano la storia delle mura aureliane, oltre a godere di uno splendido panorama sulla via Appia antica. Su via di porta Ardeatina, sempre qui nei pressi, potrete ammirare i Bastioni del Sangallo, che furono eseguiti per volere di Papa Paolo III,  dopo il sacco di Roma del 1527 per rinforzare le mura di Roma. Superata la porta San Sebastiano si ha di fronte l'Arco di Druso, su via di Porta San Sebastiano, ritenuto erroneamente un arco di trionfo dedicato a Druso, ma in realtà sosteneva un tratto dell'acquedotto che alimentava le Terme di Caracalla, fu costruito nel III secolo e quindi non ha nessuna relazione con Druso il figliastro di Augusto anche se ne conserva il nome. Sulla sinistra possiamo ammirare il piccolo Oratorio di San Giovanni in Oleo, una piccola cappella ottagonale a volta edificata, sembra, sullo stesso luogo nel quale San Giovanni uscì illeso nonostante venisse martirizzato nell'olio bollente, il progetto di questo oratorio è stato attribuito, senza esserne certi sia al Bramante che ad Antonio da Sangallo il Giovane, ad ogni modo la piccola cappella venne restaurata dal Borromini, che ne modificò il tetto istallandovi una croce sostenuta da una sfera decorata con rose, aggiungendovi anche un fregio in terracotta con rose e palme, all'interno vi è un affresco raffigurante San Giovanni immerso nell'olio bollente. Sulla via si nota una piccola edicola mariana, da qui siamo all'ingresso di Villa degli Scipioni, che si trova tra via di porta San Sebastiano e la via di Porta Latina, è un bellissimo parco, non estremamente grande, che prende il nome dal ritrovamento di un sepolcro del III secolo appartenuto alla famiglia degli Scipioni, tra il 1831 e il 1840 qui venne scoperto il Colombario di Pomponio Hylas, i colombari erano delle sepolture multiple fatte edificare dai nobili romani per seppellire i resti cremati loro liberti, sul colle Celio sono state rinvenute molte di queste tombe, perchè il colle fino al III secolo era posto al di fuori delle mura di Roma, si attribuisce qui a Villa degli Scipioni questa sepoltura a Pomponio per via di una iscrizione, la tomba risale al I secolo. Da ammirare anche la Tomba degli Scipioni, scoperta nel 1780, gli Scipioni erano un antica famiglia romana che ha dato i natali a molti generali romani, il più famoso fu Publio Cornelio Scipione detto l'Africano che sconfisse Annibale a Cartagine nella battaglia di Zama del 202 a.C. , ma non è sepolto qui ma a villa Literno nei pressi di Napoli. Ora, vale la pena da qui, fare una deviazione e andare a vedere la Basilica di San Saba una delle chiese di Roma, costruita sul "piccolo Aventino" tra Aventino e Celio, oggi piazza Gian Lorenzo Bernini e dedicata, per l'appunto, a san Saba, tra l'VIII e il IX secolo San Saba era considerato il monastero più importante di Roma, scendendo su viale Aventino, potrete ammirare i resti delle mura serviane. Riprendendo poi in direzione del Colosseo, che è qui a due passi ma lo tratteremo nella passeggiata del Celio e dintorni, vedrete il palazzo della FAO, completato nel 1951, chiuso al pubblico. di fronte al quale un tempo si ergeva l'obelisco di Axum portato a Roma da Mussolini, ma restituito di recente all'Etiopia. Al centro di piazza di Porta Capena potrete ammirare il piccolo palazzetto detto La Vignola, che è un padiglione rinascimentale ricostruito nel 1911 dopo essere stato demolito durante la creazione dell'Area Archeologica intorno alle Terme di Caracalla, di fronte vedrete la Torre della Moletta una torre medioevale appartenuta ai Frangipane, che si affaccia sulla vasta area del Circo Massimo, antico circo romano dedicato alle corse dei cavalli le cui dimensioni erano eccezionali, lungo 621 metri e largo 118 metri che poteva ospitare 250.000 spettatori. Sulla destra il colle Palatino e più a valle i resti del Foro Romano, trattato alla sezione Foro Romano e dintorni. Salendo lungo il colle Celio, potrete ammirare la Chiesa di San Gregorio Magno dalla quale partì Sant'Agostino per convertire gli inglesi al cristianesimo, fu fondata del 575 da San Gregorio Magno che trasformò in chiesa la sua casa di famiglia adibita a monastero. La chiesa venne ricostruita nel Medioevo e restaurata tra il 1629 e il 1633 da Giovanni Battista Soria, all'esterno della chiesa tre piccole cappelle dedicate a Sant'Andrea, Santa Silvia e Santa Barbara. Salendo si arriva al  Clivo di Scauro oggi chiamato via San Paolo della Croce, che porta fino in cima al colle, questa strada passa davanti al portico della basilica dei Santi Giovanni e Paolo con il bel campanile romanico, la chiesa è dedicata a due soldati romani martirizzati la cui casa sorgeva proprio in questo luogo, Giovanni e Paolo che erano ufficiali dell'Imperatore Costantino, chiamati a servire come militari per  l'imperatore pagano Giuliano l'Apostata, si rifiutarono di farlo e vennero decapitati nella loro casa nel 362. La chiesa venne costruita alla fine del IV secolo, il portico in stile ionico risale al XII secolo, mentre l'abside e il campanile furono aggiunti da Nicholas Breakspeare unico papa Inglese che salì al soglio come Papa Adriano IV nel 1154. La base dello splendido campanile romanico era parte del Tempio del Divo Claudio, che sorgeva qui, le pareti del campanile sono decorate con intarsi in marmo e tondi in ceramica, l'interno della basilica venne ricostruito nel 1718 ed ha colonne e pilastri in granito, qui vi sono conservati i resti dei due martiri, in un'urna sotto l'altare maggiore. Scavi sotto la chiesa hanno messo in luce due domus romane del II e del III secolo usate poi dai cristiani come luogo di sepoltura, questa costruzione è a due piani con 20 stanze ed un labirinto di corridoi, conserva dipinti pagani e cristiani, gli archi a sinistra della chiesa appartengono ad una antica strada romana, chiamata clivo di Scauro,  del III secolo che ospitava botteghe. Da qui si è già nella villa Celimontana, già villa Mattei risale al Cinquecento ed è parco pubblico dal 1928, è su un sito romano di età Flavia e Traianea, l'ingresso monumentale alla villa e su via della Navicella, a sud c'è il semenzaio di San Sisto Vecchio, a ovest si estende la valle delle Camene che ospita le Terme di Caracalla, all'interno della villa un tempo vi erano Castra della V Coorte dei Vigiles. Scavi archeologici a villa Celimontana, hanno portato alla luce nel 1889 la Basilica Hilariana, eretta da Manius Publicius Hilarus, ed i suoi singolari mosaici. Sempre qui a villa Celimontana svetta un obelisco frammentario, la parte originale è solo la metà superiore risalente all'epoca del faraone Ramsete II, che fu rialzato nei giardini di villa Celimontana nel 1820, forse questo obelisco, proviene dal Tempio di Iside sul Campidoglio. La parte originale dell'obelisco di villa Celimontana è alta 2,68 metri, ma con il completamento, il basamento e il globo raggiunge i 12,23 metri. All'interno dei giardini di villa Celimontana oltre a numerose fontane, c'è il palazzetto Mattei e la sede della Società Geografica Italiana. Uscendo dalla villa Celimontana si è accanto alla chiesa di Santa Maria in Domnica che affaccia su via della Navicella, via così chiamata per la fontana posta davanti alla chiesa del XVI secolo a forma di nave. La chiesa di Santa Maria in Domnica risale al IX secolo, nel XVI secolo da Papa Leone X furono aggiunti il portico ed il soffitto a cassettoni. Nell'abside campeggia un mosaico del IX secolo. Qui accanto si trova l'Arco di Dolabella, del 10 d.C. edificato dai consoli Cornelio Dolabella e Caio Giunio Silano al posto di una parte delle mura serviane, che fu poi usato per sostenere gli ampliamenti apportati da Nerone all'Acquedotto di Claudio che riforniva di acqua  il suo palazzo imperiale sul Palatino.  Sempre qui si trova la chiesa di San Tommaso in Formis al Celio, risale all'XI secolo quando fu costruita insieme ad un monastero benedettino, l'ingresso alla chiesa è su via di San Paolo della Croce accanto all'arco di Dolabella e Silano, che sostiene le grandi arcate dell'Acquedotto Neroniano: infatti il termine in formis significa proprio "presso l'acquedotto". Alla chiesa erano annessi sia un monastero che un ospedale, del monastero rimane solo la facciata in laterizio, delle finestrelle rettangolari in marmo ed una porta a sesto acuto. Mentre dell'antico ospedale costituito da un'unica corsia, oggi rimane solo il duecentesco portale a tutto sesto che si affaccia sul largo della Sanità Militare,(largo nel quale oggi si trova l'Ospedale Militare del Celio) opera di Jacopo di Lorenzo  e del figlio Cosma di Lorenzo sovrastato da un'edicola con colonnine all'interno della quale vi è lo stemma dei Trinitari con una Croce rossa ed una Croce azzurra e un mosaico cosmatesco del 1210 raffigurante l'emblema dell'Ordine e Cristo che accoglie due schiavi liberati, liberti, uno di pelle bianca ed uno di pelle nera. Proseguendo si arriva a piazza Numa Pompilio dove si può ammirare la chiesa di San Sisto Vecchio, chiesa che fu donata da Papa Onorio III a San Domenico nel 1219, il fondatore dell'ordine dei domenicani che poi lo trasferì alla vicina chiesa di Santa Sabina, sul colle Aventino, e la chiesa di San Sisto Vecchio divenne la sede delle suore domenicane, ha un bellissimo campanile del XIII secolo.

Terme di Caracalla, erano dette anche Thermae Antoninianae o Thermae Caeacallae, i resti sono in zona Aventino, furono edificate nel III  secolo tra il 212 e il 217 dall'Imperatore Caracalla il cui vero nome era Marco Aurelio Severo Antonino Bassiano, e per questo si chiamarono Thermeae Antoniniane vennero inaugurate con libero ingresso per il pubblico nel 216 d.C.  Tra gli anni 222 e 235 le Terme vennero completate dai successori di Caracalla : Eliogabalo e Severo Alessandro, gli antichi le definirono magnificentissime, per grandezza vennero poi superate dalle terme di Diocleziano. Nel V secolo le terme di Caracalla erano elencate tra le meraviglie dell'Urbe. Vennero restaurate al tempo dell'imperatore Diocleziano e poi da Costantino, e nel VI secolo dal re Teodorico, poco tempo prima che fossero rese inagibili nel 537 per il taglio degli acquedotti da parte dei Goti durante l'assedio di Roma. A seguito dell'abbandono delle terme di Caracalla nei secoli VI e VII nella parte centrale del complesso si insediò un ospizio per il ricovero e l'assistenza dei pellegrini, probabilmente collegato alla vicina chiesa dei Santi Nereo e Achilleo. Successivamente tutta l'area perimetrale venne occupata da un sepolcreto, le antiche strutture durante il periodo di abbandono vennero usate anche come abitazione, finchè tutto il complesso termale non venne ridotto a "terreno agricolo", con prevalenza di vigneti gestiti da enti e comunità ecclesiastiche e dai proprietari delle ville della zona. Tale era il degrado che i ruderi divennero cava di materiali pregiati, e da qui si prelevarono marmi, metalli, colonne, cornici e architravi. Alcuni frammenti architettonici delle Terme di Caracalla furono utilizzati per la Chiesa di Santa Maria in Trastevere, tre capitelli sono nel Duomo di Pisa, e anche qui, come accadde per altri monumenti dell'antica Roma, la zona divenne una cava di calcare, dove i marmi venivano trasformati in calce. Dal XV secolo inizia la documentazione relativa ai ritrovamenti di maggior rilievo; nel Medioevo le Terme conosciute con i nomi di Antoniniana, Palatium, Antoninianum, furono oggetto di studio da parte dei grandi architetti dell'epoca. Tra le scoperte, le più importanti avvennero durante il pontificato di Papa Paolo III Farnese, nel 1547 vennero rivenute opere "minori" come alcuni busti degli Antonini, una statua di Minerva, una di baccante, una di presunta vestale, una di Venere e di un'ermafrodita. Tornarono alla luce il colossale gruppo del supplizio di Dirce, detto "Toro Farnese" e il gigantesco Ercole in riposo detto "Ercole Farnese" copia dell'originale bronzeo di Lisippo, la grande Flora di ispirazione attica del V secolo a.C., opere che divennero parte della collezione Farnese e che ora si trovano al Museo Nazionale di Napoli. Venne scoperta anche una enorme colonna in granito portata a Firenze nel 1561 ed eretta a piazza Santa Trinità, mentre le due grandi vasche monolitiche in granito bigio egiziano lunghe 5,50 metri vennero riutilizzate nel 1612 per le fontane di piazza Farnese. Nel XIX sono stati condotti scavi ed indagini che nel 1824 portarono al recupero di grandi lembi di mosaico pavimentale policromo con 28 figure di atleti che erano parte di una delle palestre ed conservati nel Museo Gregoriano Profano, ai Musei Vaticani, in Vaticano. Un primo scavo documentato risale al 1912, e ancora c'è molto da scavare. Sono continui gli interventi di manutenzione, di restauro e di consolidamento delle strutture. Nel 1938 vennero istallati tra il tepidario e il calidario gli impianti del Teatro dell'Opera, rimasti in piedi fino al 1993. Oggi le Terme di Caracalla rappresentano l'esempio più grandioso, completo e meglio conservato di una grande terma imperiale. Le Terme di Caracalla sviluppano in senso monumentale lo schema già perfezionato e ampiamente collaudato nelle Terme di Traiano. Le Terme di Caracalla si presentano con il corpo massiccio dell'edificio centrale, propriamente balneare, posto nel mezzo di una vasta area aperta, ed interamente circondata da un recinto comprendente portici, sale, esedre e ambienti minori. Il complesso sorge sulle pendici del Colle Aventino, chiamato Aventino Minore volto verso la via Appia, la zona già in antico occupata da ville, giardini, case private, non lontana dalla zona popolare che si trovava tra porta Capena e il Circo Massimo. Per realizzare l'enorme spianata a terrazzo sulla quale le terme vennero costruite furono necessari grandi lavori di sbancamento del terreno. Sono stato ritrovati anche i resti di una domus adrianea  che è a 10 metri sotto il livello attuale delle terme. Verso valle venne aperta un'ampia strada rettilinea, parallela e adiacente al complesso termale denominata via Nova. Il recinto esterno è delimitato da un muro alto e poderoso, quasi quadrato con i lati di 337 metri per 328 metri. All'ingresso principale vi era un portico con una serie di ambienti su due piani probabilmente adibiti a botteghe e faceva da sostegno al terrapieno. Portico e ambienti  giravano tra di loro identici e caratterizzati dalla presenza di due ampie esedre al'interno delle quali vi erano una sala rettangolare absidata e aperta con una fronte di 8 colonne, e ai due lati un ambiente ottagonale coperto a cupola ed un altro rettangolare e absidato, probabilmente entrambi riscaldati. Il lato a sud-ovest era dotato di una scalinata per l'accesso alle terme direttamente dall'Aventino ed era occupato al centro da una riserva d'acqua della capacità di 10.000 metri cubi, parzialmente affondata nel terreno in pendio e formata da 18 vani coperti a volta e intercomunicanti, disposti in doppia fila. L'alimentazione era assicurata da una diramazione dell'Acqua Marcia, detta "Acqua Antoniniana". Ai due lati della cisterna vi erano due grandi sale absidate e tripartite utilizzate come biblioteche. Davanti alla cisterna, e verso l'interno, vi era una lunga gradinata coi due lati minori curvilinei, una sorta di mezzo stadio che forse poteva essere una monumentale fontana a cascata. L'edificio centrale dei bagni si sviluppava su una superficie rettangolare con i lati di 220 metri per 114 metri. Vi si accedeva attraverso 4 ingressi ed era organizzato sull'asse minore con la successione degli ambienti principali, natatio, aula basilicale, tepidario e calidario, mentre sull'asse maggiore vi era la collocazione simmetrica dei vestiboli e degli spogliatoi, delle palestre a loro volta contornate da vari ambienti e da due serie di 4 aule minori di fianco al calidario. Questa planimetria offriva un doppio percorso anulare, in modo che i bagnanti potessero usufruire di due distinti percorsi simmetrici, che partendo dagli spogliatoi andavano a confluire nella sequenza centrale del calidario, del trepidario, del frigidario, per concludersi separatamente nei rispettivi punti di partenza, ossia negli spogliatoi. Nelle sue strutture murarie tutto l'edificio delle Terme di Caracalla è in un buono stato di conservazione, l'ingresso attuale è di quelli che si aprivano direttamente nel corpo centrale dei bagni.

Da vedere nella zona di Caracalla e dintorni

Chiese: chiesa dei Santi Giovanni e Paolo, chiesa di San Gregorio Magno, chiesa di Santa Maria in Domnica, chiesa di San Sisto Vecchio, chiesa dei Santi Nereo e Achilleo, chiesa di San Cesareo, chiesa di San Giovanni a Porta Latina, chiesa di San Giovanni in Oleo, chiesa di Santa Balbina.
Archi e Porte
: Arco di Dolabella, Arco di Druso, Porta San Sebastiano, le Mura Aureliane, il Bastione del Sangallo.
Edifici e monumenti storici: il palazzo della FAO, le Terme di Caracalla, Circo Massimo, Torre della Moletta, la Vignola, obelisco di Villa Celimontana
Tombe: il Colombario di Pomponio, tomba degli Scipioni.
Parchi e giardini: i giardini delle Terme di Caracalla, villa Celimontana, la villa degli Scipioni.

Terme di Caracalla e dintorni (Roma)

Le Terme di Caracalla e dintorni (Roma)

Caracalla e dintorni, Roma, foto Anna Zelli

Giardini delle Terme di Caracalla e dintorni (Roma)

VEDUTA DEI GIARDINI DELLE TERME DI CARACALLA E DINTORNI (ROMA)

I Giardini delle Terme di Caracalla, Roma, foto Anna Zelli

Basilica Santi Giovanni e Paolo Caracalla e dintorni (Roma)

basilica dei santi giovanni e paolo al celio caracalla e dintorni roma

Basilica dei Santi Giovanni e Paolo al Celio, Caracalla e dintorni, Roma, foto Anna Zelli

Chiesa San Tommaso in Formis al Celio Caracalla e dintorni

chiesa san tommaso in formis caracalla e dintorni (roma)

Chiesa San Tommaso in Formis al Celio, Roma, foto Anna Zelli

Mura Serviane Caracalla e dintorni (Roma)

Foto Mura Serviane Caracalla e dintorni (Roma)

Mura Serviane, Caracalla e dintorni, Roma, foto Anna Zelli

Fotografie : da vedere zona Caracalla e dintorni (Roma)
 
FOTO DELLE TERME DI CARACALLA E DINTORNI (ROMA) GIARDINI TERME DI CARACALLA E DINTORNI (ROMA) terme di caracalla i mosaici policromi caracalla e dintorni (roma)
Terme di Caracalla Giardini delle Terme di Caracalla Mosaici Terme di Caracalla
chiesa dei santi nereo e achilleo caracalla e dintorni (roma) campanile chiesa santi nereo e achilleo caracalla e dintorni (roma) colonna chiesa ss nereo e achilleo caracalla e dintorni (roma)
Chiesa Santi Nereo Achilleo Campanile SS Nereo Achilleo Colonnina SS Nereo e Achilleo
Le Terme di Caracalla e dintorni (Roma) chiesa di santa balbina caracalla e dintorni (roma) mura aureliane caracalla e dintorni
Caracalla e dintorni Basilica Santa Balbina Mura Aureliane
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Porta Latina Porta San Sebastiano Museo Mura Porta S. Sebastiono
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Bastioni del Sangallo Arco di Druso Oratorio San Giovanni in Oleo
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Villa degli Scipioni Tomba degli Scipioni Colombario Pomponio Hylas
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Giardino villa Scipioni Edicola sacra villa Scipioni Torri Porta San Sebstiano
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Chiesa di San Cesareo Chiesa Giovanni porta Latina Basilica di San Saba
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Viale Aventino Palazzo della FAO Obelisco di Axum (scomparso)
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Mura serviane (Roma) Resti Mura Serviane Aventino La Vignola
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Torre della Moletta Circo Massimo Chiesa di S. Gregorio Magno
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Clivo di Scauro Basilica SS Giovanni e Paolo Campanile SS Giovanni Paolo
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Villa Celimontana Giardini Villa Celimontana Fontane villa Celimontana
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Società Geografica Italiana o Chiesa S. Maria in Domnica
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